martedì 13 dicembre 2016

"La barca di Pietro è senza timone". Ventitré studiosi di cinque continenti rilanciano l'appello dei quattro cardinali al papa

L'aspetto interessante del breve scritto riportato da Magister, che si aggiunge ai precedenti (vedi indice) è che si incitano tutti i vescovi e cardinali ad appoggiare la richiesta di chiarimento avanzata dai quattro cardinali nonché a cominciare a prendere in considerazione la possibilità di una censura nei confronti del Papa, se dovesse continuare a tacere, venendo in tal modo meno al suo dovere, possibilità avanzata dal cardinale Burke come azione di tutti i cardinali nella forma di una ammonizione fraterna, sul tipo di quella di san Paolo a san Pietro (incidente di Antiochia).

DICHIARAZIONE DI SOSTEGNO AI "DUBIA" DEI QUATTRO CARDINALI

Come studiosi e pastori d’anime cattolici, desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine e il nostro pieno sostegno alla coraggiosa iniziativa dei quattro membri del collegio dei cardinali, le loro eminenze Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner.

Essi, come è ampiamente noto, hanno sottoposto formalmente quattro "dubia" a papa Francesco, richiedendogli di chiarire cinque punti fondamentali della dottrina cattolica e della disciplina sacramentale, il cui trattamento, nel capitolo VIII della recente esortazione apostolica "Amoris laetitia", sembra essere in conflitto con la Sacra Scrittura e/o con la Tradizione, e con gli insegnamenti dei precedenti documenti pontifici, in particolare l’enciclica "Veritatis splendor" e l’esortazione apostolica "Familiaris consortio" del papa san Giovanni Paolo II.

Il papa ha finora declinato di rispondere ai quattro cardinali. Ma, dato che in sostanza ciò che si domanda è se gli importanti documenti menzionati richiedono ancora il nostro pieno assenso, riteniamo che il persistente silenzio del Santo Padre possa esporlo all’accusa di negligenza nell’esercizio del ministero petrino di confermare i suoi fratelli nella fede.

Vari prelati di spicco hanno aspramente criticato la richiesta dei quattro cardinali, senza tuttavia dare un contributo al chiarimento delle loro pertinenti domande. Abbiamo letto tentativi di interpretazione dell’esortazione apostolica in un’ “ermeneutica di continuità”, da parte del cardinale Christoph Schönborn e del professor Rocco Buttiglione, ma non vi abbiamo trovato alcuna prova della loro tesi secondo cui gli elementi nuovi che si trovano in "Amoris laetitia" non contrasterebbero con la legge divina, ma contemplerebbero solo legittimi cambiamenti nella pratica pastorale e nella disciplina ecclesiastica.

In effetti, secondo vari commentatori, tra cui in particolare il professor Claudio Pierantoni in un recente studio storico-teologico, hanno argomentato che, come risultato della diffusa confusione e della divisione che è conseguita alla promulgazione di "Amoris laetitia", la Chiesa universale sta entrando in un momento gravemente critico della sua storia, che presenta allarmanti somiglianze con la grande crisi ariana del IV secolo. Durante tale conflitto catastrofico, la maggioranza dei vescovi, compreso perfino il successore di Pietro, vacillarono sulla stessa divinità di Cristo. Molti non caddero pienamente nell’eresia; tuttavia, disarmati dalla confusione o debilitati dalla timidezza, cercarono formule di convenienza o di compromesso, nell’interesse della “pace” e dell’“unità”.

Oggi siamo testimoni di una simile crisi metastatica, questa volta su aspetti fondamentali della vita cristiana. Da una parte si continuano a predicare, a parole, l’indissolubilità del matrimonio, il carattere gravemente peccaminoso della fornicazione, dell’adulterio e della sodomia, la santità della sacra eucaristia e la terribile realtà del peccato mortale. Dall’altra, tuttavia, un numero crescente di importanti prelati e teologi stanno incrinando o negando di fatto tali dottrine – e persino l’esistenza stessa delle proibizioni negative assolute, senza eccezioni, della legge divina, che governano la condotta sessuale – con il loro esagerato e unilaterale accento sulla “misericordia”, l’“accompagnamento pastorale” e le “circostanze attenuanti”.

Dato che il pontefice regnante lancia segnali assai confusi in questa battaglia contro “i principati e le potestà” del Nemico, la barca di Pietro sta andando pericolosamente alla deriva, come una nave senza timone e, in effetti, mostra sintomi di incipiente disintegrazione.

In tale situazione, crediamo che tutti i successori degli Apostoli abbiano un grave e urgente dovere di parlare con chiarezza e forza per confermare gli insegnamenti morali esposti chiaramente nel magistero dei papi precedenti e del Concilio di Trento. Diversi vescovi e un altro cardinale hanno già affermato di considerare pertinenti e opportuni i cinque "dubia". Da parte nostra, speriamo ardentemente e preghiamo ferventemente, perché molti altri aderiscano ora pubblicamente non solo alla rispettosa domanda dei quattro cardinali al successore di Pietro, perché confermi i suoi fratelli su questi cinque punti della fede “che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre” (Gd 1, 3), ma anche alla raccomandazione del card. Burke secondo cui, se il Santo Padre dovesse omettere di farlo, i cardinali collettivamente gli si rivolgeranno con una forma di correzione fraterna, nello spirito dell’ammonizione fatta da san Paolo all’apostolo Pietro ad Antiochia (Gal 2, 11).

Affidiamo questo grave problema alle mani e all’intercessione celeste dell’Immacolata Vergine Maria, Madre della Chiesa e vincitrice di tutte le eresie.
8 dicembre 2016, Festa dell’Immacolata Concezione
  • Msgr. Ignacio Barreiro Carambula, STD, JD, Chaplain and Faculty Member of the Roman Forum
  • Rev. Claude Barthe, France
  • Dr. Robert Beddard, MA (Oxon et Cantab), D.Phil (Oxon), Fellow emeritus and former Vice Provost of Oriel College, Oxford
  • Carlos A. Casanova Guerra, Doctor of Philosophy, Full Professor, Universidad Santo Tomás, Santiago de Chile
  • Salvatore J. Ciresi MA, Notre Dame Graduate School of Christendom College, Director of the St. Jerome Biblical Guild
  • Luke Gormally, PhL, Director Emeritus, The Linacre Centre for Healthcare Ethics (1981-2000); Sometime Research Professor, Ave Maria School of Law, Ann Arbor, Michigan (2001-2007); Ordinary Member, The Pontifical Academy for Life
  • Rev. Brian W. Harrison OS, MA, STD, Associate Professor of Theology (retired); Pontifical Catholic University of Puerto Rico; Scholar-in-Residence, Oblates of Wisdom Study Center, St. Louis, Missouri
  • Rev. John Hunwicke, MA (Oxon.), Former Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford; Priest of the Ordinariate of Our Lady of Walsingham; Member, Roman Forum
  • Peter A. Kwasniewski PhD (Philosophy), Professor, Wyoming Catholic College
  • Rev. Dr. Stephen Morgan DPhil (Oxon), Oeconomus Diocese of Portsmouth, Lecturer in Sacramental Theology, Associate Staff, Maryvale Institute
  • Don Alfredo Morselli STL, Parish priest of the Archdiocese of Bologna
  • Rev. Richard A. Munkelt PhD (Philosophy), Chaplain and Faculty Member, Roman Forum
  • Rev. John Osman MA, STL, Parish priest in the archdiocese of Birmingham, former Catholic chaplain to the University of Cambridge
  • Dr Paolo Pasqualucci, Professor of Philosophy (retired) University of Perugia
  • Dr Claudio Pierantoni, Professor of Medieval Philosophy in the Philosophy Faculty of the University of Chile, Former Professor of Church History and Patrology at the Faculty of Theology of the Pontificia Universidad Católica de Chile, Member of the International Association of Patristic Studies
  • Dr John C. Rao D.Phil (Oxon.), Associate Professor of History, St. John's University (NYC), Chairman, Roman Forum
  • Dr Nicholas Richardson. MA, DPhil (Oxon.), Fellow emeritus and Sub-Warden of Merton College, Oxford, and former Warden of Greyfriars, Oxford
  • Dr Joseph Shaw MA, DPhil (Oxon.), Senior Research Fellow and Tutor in Philosophy at St Benet's Hall, Oxford University
  • Dr Anna M. Silvas FAHA, Adjunct research fellow, University of New England, Armidale, NSW, Australia
  • Michael G. Sirilla PhD, Director of Graduate Theology, Franciscan University of Steubenville, Ohio
  • Professor Dr Thomas Stark, Phil.-Theol. Hochschule Benedikt XVI, Heiligenkreuz
  • Rev. Glen Tattersall, Parish Priest, Parish of Bl. John Henry Newman, Archdiocese of Melbourne; Rector, St Aloysius' Church, Melbourne
  • Rev. Dr David Watt STL, PhD (Cantab.), Priest of the Archdiocese of Perth; Chaplain, St Philomena’s chapel, Malaga

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Basta aria fritta , aiutateci a salvare l'anima !
Non avete misericordia di noi se ci lasciate puzzare di peccato .

Tornate ad insegnare la retta Parola di Dio , fateci profumare di santita'!
http://www.maurizioblondet.it/francia-cattolici-ringiovaniti-rito-antico/

Anonimo ha detto...

La questione essenziale è quella dell’ “intrinsece malum”: esistono, sì o no, degli atti che, essendo moralmente cattivi in sé stessi, non posson mai, in nessun caso, esser compiuti lecitamente, né posson mai, in nessun caso reale o ipotetico, esser coonestati da un qualunque fine buono, o da altre circostanze qualsisiano? La sana filosofia morale e la dottrina della Chiesa rispondono di sì a questa domanda, e mettono tra tali atti “intrinsece mala”, colla bestemmia, l’uccisione dell’innocente, la menzogna ecc., anche la fornicazione (cioè l’esercizio della sessualità tra persone non isposate tra loro), l’adulterio, la contraccezione artificiale, la lussuria omosessuale, la masturbazione, ecc.

Non è possibile sottovalutare l’importanza della questione: si tratta, niente di meno, della sopravvivenza d’una morale oggettiva e immutabile, ch’è come dire della morale semplicemente; e il discorso vale sia per la morale cattolica, rivelata dall’alto, sia per la morale naturale, fondata sulla ragione umana.

Non è un caso che il campo di battaglia sia proprio la morale sessuale: la sessualità è proprio l’àmbito nel quale lo sconvolgimento causato dal peccato d’Adamo si mostra tragicamente più grave. Ma la grazia di Cristo è sempre vittoriosa, e fa di noi creature nuove.

Maso

Anonimo ha detto...

Però io vorrei capire una cosa: ogni giorno un documento e poi nessuno fa nulla.
Lo so che non è facile. Ma tanto questo se ne frega di questi documenti purtroppo.
Se i cardinali non si ribella esplicitamente non finirà mai e verranno scardinalati o rottamati o messi in un angolo a riposare... e poi sarà tardi.
MD

Anonimo ha detto...

Poi se leggete qui, viene il dubbio classico: "quid est veritas?". Potrebbe aver ragione papa Francesco?

https://m.facebook.com/radiomaria/photos/a.114016655302960.6655.114014721969820/1264333540271260/?type=3&fs=1

Però, resta il fatto che HA IL DOVERE di rispondere ai dubia, non va detta per forza la risposta attesa dai cardinali, ma va detta per forza UNA RISPOSTA. Questo è il nodo.
I cardinali hanno detto: come dobbiamo comportarci?
E non: Santità, si corregga!
Se i figli chiedono al padre chiarimenti su alcune disposizioni, è seriamente preoccupante la risposta: ho già parlato!

PAX

Anonimo ha detto...

I dubbiosi aumentano, poi ci sono quelli che dubitano e non parlano perché la misericordina è a senso unico.......

Il cardinale Cordes condivide i dubia su Amoris laetitia

http://sinodo2015.lanuovabq.it/il-cardinale-cordes-condivide-i-dubia-su-amoris-laetitia/

Cesare Baronio ha detto...

Il problema è che la Chiesa uno al timone ce l'ha, eccome. La direzione però è opposta a quella per cui il Signore ha stabilito il Papato. Ci troviamo su una barca che non è in preda della tempesta, ma che è guidata scientificamente verso il naufragio dal suo pilota. Capisco il silenzio e la collaborazione di quanti hanno gli stessi scopi di Bergoglio; ma non capisco il silenzio, o le proteste timide e composte, di quanti paiono muoversi come se si stesse discutendo della lunghezza delle frange del manipolo, e non dell'onore di Dio e della salvezza di milioni di anime. Parlano di Concilio, non fanno che citarlo ad ogni piè sospinto, per non parere "integralisti", e sperano di ottener qualcosa? Quell'altro se ne infischia, tira dritto, ne ride addirittura. Dovranno forse essere i laici a darsi finalmente una mossa?

Anonimo ha detto...

Messa feriale al mattino presto, con brevissima omelia.
Breve, ma ideologica.
A-Il vangelo di oggi ha al centro il pentimento.
B-Pentimento come conversione, cioè cambiamento.
In che cosa consiste il cambiamento: dal peccare a non farlo più!
Pubblicani e prostitute, smettendo di essere tali, sfrecciano verso il Regno sorpassando il pachidermico paludarsi di scribi e farisei nel proprio sentirsi OK.
Questo avrebbe potuto dire l'omelia.
E invece ecco la conclusione, dopo aver detto correttamente A e B: il vangelo di oggi ci insegni a cambiare, ci mostri il valore del cambiamento. Punto.
Capito? Non il cambiamento da peccatore a non più peccatore (o almeno in lotta con il peccato), ma evidentemente qualsiasi cambiamento.
Per esempio quello che ci impone di "non irrigidirci" su qualche regola...
Qui non è nemmeno più questione di "segni dei tempi".
Qui è ritardo cinquantennale sulla realtà. Credono ancora di aver capito tutto.
E più incensano l'ambone voltando le terga al tabernacolo, meno la Parola di Dio somiglia alle loro interpretazioni a senso unico.
La "chiesa misericordiosa" di costoro mi fa sentire terribilmente una prostituta e un pubblicano pentito, pentito di essere stato per anni come loro, a dire quel che dicono questi farisei prima di accorgermi che non adorano che il mondo...

Anonimo ha detto...

La mossa non possono darsela, se il coraggio della Verità manca. La popolazione è stata impoverita, sia materialmente, che spiritualmente, da anni di completo oblio, da ideologie politiche vendute come progresso e da una falsa spiritualità, il progressismo. I Pastori conservatori che ormai conservano ben poco, sono semplicemente narcotizzati (da profluvi di false dottrine spacciate come il nuovo che mancava alla Chiesa e che ne hanno ottenebrato i sensi spirituali). I danni alle coscienze sono incalcolabili e le colpe della gerarchia cattolica, che non ha voluto ascoltare i numerosissimi appelli della Vergine Maria, sono ancora più gravi. Gli appelli, a questo punto, non possono risvegliare coscienze troppo assopite, serviranno ben altri scossoni: quelli che invierà la Sapienza Divina, per purificare e riparare. Quando la sofferenza sarà grande, molto più grande di quella attuale, forse allora vedranno più chiaramente le colpe e gli errori commessi.

Anonimo ha detto...

I "dubia" dei quattro cardinali hanno secondo me una duplice valenza. Da un lato sono utili in quanto gettano un sasso nello stagno e danno la sveglia o, magari, l'allarme al clero e al popolo addormentato e gaudente. Dall'altro lato sono negativi (con o senza risposta del pontefice), perché abituano i fedeli a pensare che il Papa possa anche sbagliare in materia di fede e di morale.
TEOFILATTO.

Maria Guarini ha detto...

Di fatto il papa può sbagliare quando non parla ex cathedra e non impegna solennemente la sua aitorità e le verità da credere, definendo senza ambiguità.
Dunque i vescovi non fanno altro che attenersi a quanto la Chiesa ha sempre insegnato e praticato. Molti dei fedeli purtroppo "disabituati" dal modernismo imperante o dal sedevacantismo sono inchiodati ad una infallibilità papale assoluta, cioè all'infallibilismo con conseguente colonizzazione ideologica. Per chi ci casca.

Anonimo ha detto...


# Non bisogna far sapere che il Papa sbaglia, quando (purtroppo) sbaglia anche lui?

--Che i Papi diffondano cattive dottrine mescolate a quelle buone della Chiesa di sempre, questo si sta ahime' verificando dal 1962, da quando Giovanni XXIII imposto' il Concilio in prospettiva "ecumenica", imponendo il nuovo e non cattolico principio di una Chiesa che, per misericordia, non deve piu' condannare gli errori. Come definire una "dottrina" del genere, se non un errore, e grave per giunta? E difatti, condanne vere e proprie degli errori del Secolo non ci sono piu' state, le ultime (peraltro blande anche se nette sul piano concettuale) furono di Pio XII, nella Humani generis, concernenti gli errori che si stavano diffondendo nella teologia. E la nuova liturgia di Paolo VI, ben accetta anche ai Protestanti eretici, come vogliamo chiamarla se non un errore? E "l'adoriamo lo stesso Dio di ebrei e musulmani"?
--Ad alcuni sembra che i Dubia avanzati dai 4 cardinali non servano a niente, che le varie iniziative di cui si parla non conducano in alcun luogo. Bisogna comunque dar tempo al Papa di rispondere, qualche mese lo si deve far passare. Una cosa dovrebbe esser chiara: non possiamo dire al Papa come deve rispondere, se si' o no. Possiamo con certezza dire pero' che lui ha il d o v e r e di rispondere, perche' tale risposta rientra esattamente tra i doveri inerenti al suo ufficio di Vicario di Cristo in terra che ha il compito (per mandato divino) di governare il gregge a lui affidato. L'insegnamento della dottrina e' ricompreso in questo compito. Se si ostina a tacere puo' esser legittimamente oggetto di una censura nella forma ancora filiale prospettata dal card. Burke.
--Per ora i cardinali che hanno fatto capire di essere d'accordo con i quattro benemeriti sono solo due: oltre a quello sopra citato c'e' anche l'Eminenza Pell, in un'intervista l'ha fatto capire chiaramente. Gli incitamenti ad allargare il fronte sono importanti, forse il Papa potrebbe riflettere a fondo di fronte a una vasta richiesta di chiarimenti e cambiare impostazione.
--Nel caso peggiore, quello di una recidiva incorreggibile del Papa, allora la situazione potrebbe degenerare, nel senso che basterebbero una ventina o giu' di li' di cardinali a metterlo sotto accusa per negligenza ed incapacita' manifesta a fare il suo mestiere, aprendo di fatto una crisi che potrebbe portare anche ad un scisma. Dio non voglia. Pero' e' anche vero che cosi' non si puo' piu' andare avanti. PP
--

Anonimo ha detto...

@mic

il discorso della fallibilità papale quando non parla con "volontà definitoria" è applicabile a tutti i Pontefici ma con Bergoglio questo non ha niente a che fare, questa Dottrina sullì'infallibilità non è applicabile al "caso Bergoglio"; qui si tratta di tutta un'altra faccenda.

Anonimo ha detto...

@Maria Guarini. Certo, certo, lo sappiamo che è così, ma qui c'è un gioco molto astuto a far credere quel che si vuole facendo finta di non averlo detto con comportamenti ambigui. I più ci cascano. E' questo il bene della Chiesa?
TEOFILATTO

Anonimo ha detto...

Può errare ma non in fede e morale insegnata in modo universale....http://www.exsurgatdeus.org/2016/12/12/unenciclica-al-giorno-toglie-il-modernista-apostata-di-torno-mortalium-animos/
Questa enciclica peraltro dice anche che la barca non esiste senza Pietro, per Parola di Dio e di Pio XI pure.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Fino al 2013 il termine "clericalismo" indicava quell'autoritarismo tipicamente clericale del «si fa così perché lo dice il prete, cioè io», e quell'atteggiamento da topi di sagrestia impegnati a scimmiottare le più frivole movenze e parvenze clericali.

Ora, invece, in bocca al Bergoglio, viene usato come generico dispregiativo verso chiunque non si adegui al nuovo corso. E, come fatto notare nel commento delle 17:22, il nuovo corso prevede "cambiamento" ma non necessariamente dal peccato alla grazia.

Vedo che il lettore che si firma Teofilatto, oltre ad aver bisogno urgente di un ripasso del Catechismo, sta criticando anche l'apostolo Paolo (cfr. Gal 2,11) per aver resistito in faccia a Pietro (con o senza risposta di Pietro, primo Pontefice della Chiesa), abituando i primi fedeli cristiani a pensare che il Papa possa anche sbagliare in materia di fede e di morale nel momento in cui non fa proclami ex cathedra.

Anonimo ha detto...

Vorrei segnalare l'ottimo articolo di Padre Elia: Lettera aperta a JMB

La GGGGGioia ha detto...

Innanzitutto le mie preghiere e i miei auguri per Maria: che il Signore le conceda salute e lunghezza di giorni.

Lo sbandamento nella Chiesa che ci impedisce di vedere - e poi distinguere- il bene e il male, la Verità e l'errore è l'"adeguarsi ai tempi" come si suole dire. O "aggiornamento".

Vedete il video nel link dell'aggressore che sfodera un calcio ad una povera ragazza per le scale....Dov'è lo sbandamento? nel non dire che erano dei manigoldi musulmani e che nella loro religione non c'è posto per il rispetto delle donne, dal momento che uomini e donne non hanno pari dignità! e nel fatto che le autorità e i giornali erano stati zitti ma le persone sui social si sono talmente scandalizzate e impaurite che non si poteva proprio sorvolare: chiunque poteva scendere quelle scale.

E poi si va a pregare il 25 Marzo Maria insieme a questa ggggente????
C'è da piangere e da pregare!

La nostra società non ha più voglia di riflettere sulla vita, sul suo senso, sulla sua missione e sul Giudizio per le nostre azioni. Tutto è gggggioia!

http://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2016/12/13/presa-a-calci-nel-metro-di-berlino-un-fermo_70c2ec90-da37-416e-823d-d5308eb58ea0.html

Ringrazio!

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Credo che l'atteggiamento fantozziano del lettore che si firma Teofilatto - condiviso con quello di tutta la tifoseria papista - consista nella patetica illusione che la reazione dei media non sia rilevante riguardo ai contenuti del magistero.

Cioè, in altre parole, si basa sull'idea che sia opportuno dar le perle anche ai porci.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si prendano ad esempio i brucianti titoli di giornale di qualche giorno fa (“Abortite pure, il Papa vi perdona”, ecc.)

Chi invoca una improbabile “ermeneutica della continuità” sta di fatto chiedendo ai già confusi cattolici di fingere di credere che i discorsi del Caro Leader attuale, quanto a chiarezza e contenuti, siano uguali a quelli di un Pio IX o Pio X, per dire.

Gli storici del futuro accuseranno Bergoglio di aver fatto circolare nuovamente tra i fedeli l'idea che il Papa possa sbagliare anche nel magistero ordinario e fallibile, idea sepolta da secoli nonostante i pur numerosi scivoloni dei Pontefici dell'era conciliare.

mic ha detto...

il discorso della fallibilità papale quando non parla con "volontà definitoria" è applicabile a tutti i Pontefici ma con Bergoglio questo non ha niente a che fare, questa Dottrina sullì'infallibilità non è applicabile al "caso Bergoglio"; qui si tratta di tutta un'altra faccenda.

Ecco il solito sputa-sentenze apodittico senza argomentazioni e da uno scranno Anonimo. Che il "caso" Bergoglio sia un caso limite non ci piove e qui le denunce, ripareggiando la verità secondo l'insegnamento costante della Chiesa, non sono mancate e non mancano. Ma nel "tutt'altra faccenda", spesso si nasconde la sentenza sedevacantista, che qui non ha spazio, ormai dovrebbe essere chiaro.

Silvano M. ha detto...

Il timone c'è..., è la direzione che è dirottata... dopo l'ammutinamento

Anonimo ha detto...

Mi sembra lucida quest’analisi, sul valore e l’autorità dell’ “Amoris laetitia”: https://www.lifesitenews.com/opinion/three-things-the-pope-cant-say?utm_source=LifePetitions+petition+signers&utm_campaign=8578e2040e-Catholic_12_812_8_2016&utm_medium=email&utm_term=0_c5c75ce940-8578e2040e-397771289.

Il papa, ormai sembra certo, non ha voluto esser chiaro: è stato, machiavellicamente, deliberatamente, ambiguo. Ora, già solo per questo motivo, non sembra che le sue parole abbiano il potere di vincolarci: in fondo, chi non parla chiaro, non dice nulla.

Il cardinal Burke, che molti hanno criticato, secondo me ha ragione: l’ “Amoris laetitia” non sembra possedere i requisiti minimi non solo d’un insegnamento infallibile e irreformabile (su questo non c’è il minimo dubbio), ma neanche d’un qualunque atto del magistero papale.

Si dirà: “Ma sappiamo bene quel che il papa voleva dire”; forse, ma quel che voleva dire non ha importanza, l’unica cosa che importa è quel ch’egli ha effettivamente detto. È nettamente – l’ha detto a monsignor Forte – a favore della comunione ai pubblici peccatori; ma non s’è voluto esprimere troppo chiaramente, perché “sennò” – cito a senso – “questi mi farebbero un’iradiddio”. Ha buttato giù qualche frase ambigua, qualcuna anche più esplicita, s’è sbilanciato dipiù (cosa che potrebbe far ridere se non facesse piangere) nelle note a piè di pagina, ha versato qualche goccia di veleno (affermazioni potenzialmente eversive di tutta la dottrina) in un mare di discorsi anòdini e talvolta anche buoni e giusti. Ma, in fin de’ conti, di chiaro e netto, se non isbaglio, nulla.

Dico questo, non certo per negare che noi si debba virilmente “resistere in faciem”, come Paolo, a Pietro – questo è il nostro preciso dovere –, ma per cercar di mettere i puntolini sugl’i sull’autorità d’un documento che, pur provenendo dal papa, non sembra si possa dire un atto del magistero.

Preghiamo sempre.

Maso

Anonimo ha detto...

"What Roman Pontiffs in communication with the whole Body of Christ have through so many centuries taught, I know, or I can ascertain. Who or what, Bergoglio's 'God of surprises', the 'Spirit' his sycophants so enthusiastically endorse, is , I fearfully confess that I do not know". Fr. Hunwicke.

Anonimo ha detto...

Fuori d’argomento: un’altra originalissima, caritatevole perla di saggezza della Santità di Nostro Signore (che, chi è lui per giudicare?!, mapperò a volte giudica, a quanto sembra, e forse è un po’ temerario ne’ suoi giudizi): https://www.lifesitenews.com/opinion/now-the-popes-calling-traditional-priests-effeminate?utm_source=LifePetitions+petition+signers&utm_campaign=de7d56401a-Catholic_12_1312_13_2016&utm_medium=email&utm_term=0_c5c75ce940-de7d56401a-397771289.

Maso

Anonimo ha detto...

Segnalo:
Riporto un passo dell'inappuntabile articolo del prof. De Mattei, apparso oggi su Corrispondenza Romana. Invito a meditarlo seriamente:

Il cardinale Alfonso Maria Stickler, fa notare che «la prerogativa dell’infallibilità d’ufficio non impedisce che il Papa, come persona, possa peccare e perciò diventare personalmente eretico (…) In caso di ostinata e pubblica professione di una eresia certa, perché già condannata dalla Chiesa, il Papa diventa “minor quolibet catholico” (frase comune dei canonisti) e cessa di essere Papa (…) Questo fatto del Papa eretico non tocca dunque l’infallibilità Pontificia perché questa non significa impeccabilità o inerranza della persona del pontefice, ma inerranza nello stabilire in forza del suo ufficio una verità di fede o un principio immutevole di vita cristiana (…) I canonisti sapevano benissimo distinguere tra la persona del papa e il suo ufficio. Se dunque dichiarano decaduto il Papa, appena certamente e ostinatamente eretico, ammettono implicitamente che da questo fatto personale non solo non è compromessa l’infallibilità dell’ufficio, ma che essa viene piuttosto difesa e affermata: è resa automaticamente impossibile qualsiasi decisione ‘papale’ contro una verità già decisa» (A. M. Stickler, Sulle origini dell’infallibilità papale, “Rivista Storica della Chiesa in Italia”, 28 (1974), pp. 586-587).

Anonimo ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con quanto riferito dal prof. De Mattei.
TEOFILATTO

A tutta birra verso il mare aperto... ha detto...

http://www.cristianicattolici.net/massoneria-e-protestantesimo-allenza.html

https://www.lifesitenews.com/news/cardinal-kasper-continues-to-push-for-intercommunion